L’intervista a Giancarlo Magri, noto restauratore di Pordenone, è stata raccolta da G. Perusini e M. Visentin (Museologia e critica artistica e del restauro – Università degli Studi di Udine), nell’ambito di una ricerca sulla storia del restauro in Friuli a partire dagli anni ’60.

Il video visibile online è una semplice presentazione, mentre la registrazione integrale è conservata come materiale di studio presso l’Università degli Studi di Udine.

Oltre a Magri, sono state realizzate interviste anche a Gianpaolo Rampini, Teresa Perusini, Luciana Simonetti, Lucio Zamboni e Stefano Tracanelli.

Nel 2023, l’Università di Udine ha dedicato una grande mostra al lavoro e alla figura di Giancarlo Magri, restauratore friulano di riferimento per decenni nella conservazione del patrimonio artistico del territorio. L’evento si è tenuto al Velario di Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, con un allestimento che ha raccontato l’intenso percorso professionale di Magri, a partire dagli esordi nei primi anni Sessanta nella bottega di Tiburzio Donadon.

Figura centrale nel panorama del restauro friulano, Magri ha legato indissolubilmente il suo nome al Comune di Pordenone, che nel 1973 gli affidò la guida del laboratorio di restauro del neonato Museo Civico. A partire da quel momento, è stato protagonista di importanti interventi, in particolare a seguito del sisma del 1976, durante il quale il laboratorio del museo diventò un punto nevralgico per il ricovero e la salvaguardia delle opere danneggiate.

La mostra ha messo in evidenza la vasta esperienza di Magri nel trattamento di tele, sculture lignee e pitture murali, sottolineando la sua conoscenza profonda del patrimonio artistico friulano e in particolare dei grandi maestri del Cinquecento.

L’inaugurazione, tenutasi il 20 maggio 2023, è stata affidata a Gilberto Ganzer, già direttore dei Civici Musei di Pordenone.

MAGRI – Una “bottega” contemporanea

Una “bottega” contemporanea, quella del restauratore Giancarlo Magri, insieme ai figli Giovanni e Alberto. Una delle ditte di restauro più storiche della Destra Tagliamento, in Friuli Venezia Giulia. Hanno operato su affreschi inediti, come lo studiolo di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, scoperto da Giancarlo Magri, sull’Amalteo, Grigoletti, e hanno consegnato al patrimonio artistico regionale, e non solo, capolavori che rischiavano di andare perduti, specie a seguito del sisma del 1976.

I Magri sono depositari di un sapere che si fonda sulla tradizione e sulla continua analisi, con la bravura di trovare e salvaguardare numerosi importanti capolavori. Una famiglia che ha fatto dell’arte, nel senso più ampio possibile del termine, un motivo di esistenza.

Una bella soddisfazione dunque per Giancarlo Magri e i figli Giovanni e Alberto, che continuano a essere ricercati da studiosi e ricercatori per ottenere informazioni sulle opere d’arte da loro restaurate. Informazioni che pochi altri sono in grado di fornire, anche per la lungimiranza nel creare, nel corso degli anni, un ricchissimo archivio fotografico e documentario, ora prezioso per la conoscenza del nostro grande patrimonio artistico.